igenista dentale

Chi è L'IGENISTA dentale?

Compito dell’igienista dentale – che può operare in piena autonomia, su indicazione del dentista o medico chirurgo specializzato in Odontoiatria – è quello di promuovere la salute orale del paziente, prevenendo e curando l’igiene del cavo orale con conseguenti implicazioni sistemiche. Grazie al suo lavoro, il paziente potrà ricevere benefici anche sul profilo estetico e migliorare come risultato anche la propria autostima.

Fra i numerosi compiti dell’igienista dentale ricordiamo l’utilizzo di mezzi diagnostici atti ad evidenziare la placca batterica; la rimozione di quest’ultima – e del tartaro – da denti e impianti; la lucidatura delle superfici dentali, nonché dei restauri conservativi e protesici (fissi e mobili); l’esecuzione di manovre di profilassi del cavo orale (come ad esempio applicazioni topiche di fluoro, sigillature dei solchi, agenti rimineralizzanti).

L’igienista dentale ha inoltre il compito di rilevare i parametri biometrici parodontali e compilare la cartella clinica del paziente a fini statistici e diagnostici. Oltre ai vari compiti in cui è necessario un intervento manuale, questa figura professionale svolge anche l’utilissima mansione di informare il paziente sulle varie metodiche di igiene orale, rilevare eventuali fattori di rischio, fornire suggerimenti su una corretta alimentazione, prescrivere fluoro-profilassi topica da effettuare a domicilio ed eseguire counselling motivazione sui pazienti più “problematici” (come ad esempio i diabetici e gli accaniti fumatori).

L’ablazione del tartaro è uno degli interventi che viene più frequentemente effettuato dall’igienista dentale. Noto anche con il termine “detartrasi” tale procedimento consiste nella rimozione meccanica dei depositi di tartaro sui denti tramite l’utilizzo di uno strumento (chiamato curette) che ne raschia la formazione. Il curette può essere anche elettrico, a ultrasuoni ed è in grado di eliminare gli agenti eziologici responsabili dell’infiammazione.

L’ablazione del tartaro è un trattamento che si rivela molto utile nella prevenzione delle patologie gengivali e parodontali ed è pertanto consigliabile effettuarla con una certa frequenza e regolarità. Il numero di sedute annuali va comunque stabilito insieme all’igienista dentale, che terrà conto di alcuni fattori essenziali, come la disposizione dei denti (in caso di denti affollati o storti l’operazione di pulizia risulta sicuramente più difficile e meno efficace e, di conseguenza, la formazione del tartaro avviene più velocemente); lo stato di salute delle gengive (qualora si fosse in presenza di gengive affette da patologia la detartrasi dovrebbe avvenire più frequentemente, al fine di evitare l’acuirsi del problema a causa del tartaro); eventuali fattori che possano predisporre all’insorgenza del tartaro e, non ultime, l’igiene personale e il tipo di alimentazione del paziente (in pazienti che non lavano i denti spesso e/o che seguono una cattiva alimentazione la formazione del tartaro è logicamente più frequente e di rapido sviluppo).

Dopo l’intervento di ablazione del tartaro i denti risultano più sensibili. Ciò è dovuto principalmente a due cause:

1) Il tartaro danneggia la gengiva ed espone le radici dei denti che, non essendo protette dallo smalto sono più sensibili agli sbalzi termici come caldo e freddo;
2) Man mano che aumenta, il tartaro costruisce una specie di rivestimento intorno al dente, che lo protegge (in un certo senso lo isola) dal caldo e dal freddo; quando tale rivestimento viene a mancare, dunque, il dente resta “scoperto”.

L’aumentata sensibilità, tuttavia, è un fenomeno temporaneo, che termina dopo pochi giorni dal trattamento.

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Dr. Edmondo Spagnoli

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